Sabato 10 settembre abbiamo presentato il nostro seminario e la nostra attività di ricerca, con una conferenza presso la Libreria Esoterica.
Ha aperto il pomeriggio Stefano Siccardi con una relazione introduttiva, di cui riportiamo una trascrizione informale:
"Prima di tutto, voglio presentare me stesso e il dott. Giroldini (ed eventuali altri dei nostri se sono presenti). Ci occupiamo ormai da anni, con vari metodi di indagini su fenomeni misteriosi e inesplicabili; apparteniamo entrambi a diversi gruppi Italiani ed internazionali di ricerca, anche se in questa sede parliamo a titolo personale. Abbiamo iniziato recentemente a collaborare, insieme ad altre persone che contribuiranno anche allo svolgimento del prossimo seminario e che hanno ciascuna specifiche competenze. Noi abbiamo avuto una formazione scientifica e, quindi, siamo interessati a indagare con il metodo sperimentale: questa è un po’ la specificità del nostro gruppo, rispetto a tanti altri che, con serietà e competenza, si occupano di parapsicologia.
Ma andiamo con ordine: che cosa intendiamo con questo termine?
Lo spieghiamo chiarendo il suo oggetto, il suo metodo e le differenze da altre discipline che, a volte, vengono confuse con essa.
L’oggetto di cui si occupa è l’insieme dei fenomeni inspiegabili secondo le leggi scientifiche e il senso comune, detti anche fenomeni paranormali. Diciamo subito che in ogni caso essi presuppongono la presenza di almeno un soggetto vivente. Anticipiamo anche che si dividono in due grandi categorie: quelli che comportano soltanto un trasferimento di informazioni e quelli che invece implicano anche un’azione sulla materia.
Nella prima categoria (ESP o GESP) rientrano ad esempio la telepatia (il cosiddetto trasferimento del pensiero), la chiaroveggenza (conoscenza di avvenimenti ignoti), la precognizione (conoscenza di eventi futuri), ecc.
L’esempio generale della seconda categoria è la psicocinesi, capacità generica di agire a distanza su oggetti fisici, spostandoli o modificandoli; si pensi ad es. ai piegatori di cucchiai. Inoltre a volte vengono considerati fenomeni di questo genere la levitazione, la bilocazione, le capacità dei guaritori, ecc.
E’ evidente che questa definizione dell’oggetto non è molto felice: è infatti in termini negativi. I fenomeni paranormali sono quelli che, in un certo senso, “restano fuori” da tutte le altre scienze, il che rende i confini della parapsicologia a volte incerti o variabili nel tempo.
L’altro aspetto importante è che la parapsicologia utilizza il metodo scientifico, attraverso il quale cerca di dare una base solida alle sue conoscenze. In pratica questo significa prima di tutto che si esercita una rigorosa critica dei fenomeni che si studiano, cercando di stabilire se essi abbiano cause naturali, siano frutto di frode, autoinganno, ecc. Si cerca di applicare ogni strumento di indagine moderno e oggettivo (effettuando misure, usando test psicologici, ecc.). Si cerca di replicare i fenomeni in laboratorio, progettando esperimenti che mettano in evidenza eventuali regolarità o leggi che comandano i fenomeni stessi.
Per quanto non sempre sia chiaro nei media e nelle opinioni della gente, la parapsicologia deve essere accuratamente distinta dal cosiddetto esoterismo (pensare alle pubblicità su Astra!), anche se i fenomeni che studia possono essere analoghi o addirittura identici. Quest’ultimo, infatti, in generale non applica il metodo scientifico, ma altri tipi di indagine e forme di conoscenza. Spesso, ad esempio, si basa su formulazioni analogiche; difficilmente aspira a misurazioni rigorose e quantitative, ecc.
Analoghe considerazioni valgono per discipline quali la magia, l’astrologia, la cartomanzia ecc., che possono presentare una comunanza di fenomeni studiati, ma una notevole differenza nel metodo di studio.
In questa breve introduzione vale anche la pena di ricordare un fatto evidente. La parapsicologia è una scienza controversa, al punto che molti scienziati non la considerano nemmeno “scientifica” e la relegano nel calderone delle credenze di un’età sorpassata.
Studiata da poche centinaia di scienziati nel mondo, a corto di fondi (è stato stimato che in più di un secolo di ricerca parapsicologica sia stato investito meno che in un mese di ricerca psicologica), questa disciplina si trova un po’ fra l’incudine e il martello. Non piace agli scienziati, che ritengono illusorio il suo oggetto, è osteggiata dagli esoteristi non appena cerca di sviluppare il suo metodo. Eccoci quindi al punto centrale di questa introduzione: perchè ci interessa? Perchè mi interessa, al punto da proporvene lo studio?
Invece di dare una risposta teorica, secondo il nostro stile operativo, cerchiamo di spiegarlo dicendovi che cosa facciamo nei nostri seminari, perchè questa è una panoramica della nostra attività, che, speriamo, si spiega da sola.
Il nostro seminario avrà una parte teorica, nella quale illustreremo l’evoluzione della parapsicologia e la formazione dei suoi concetti fondamentali. Ma il punto più importante sarà la parte pratica, la realizzazione, anche se a livello didattico e semplificato di una serie di esperienze con la diretta partecipazione di tutti.
Partendo da uno dei fenomeni più classici, la trasmissione del pensiero, o telepatia, eseguiremo prima di tutto le prime prove che sono state inventate. Utilizzeremo le famose carte Zener (stella cerchio onde quadrato croce), che un soggetto cercherà di indovinare mentre un amico le osserva una dopo l’altra. Questo esperimento, anche se ormai è considerato sorpassato, sarà un po’ l’introduzione di tutti gli altri, in quanto ci permetterà di spiegare da una parte le precauzioni che devono venire osservate per ottenere risultati significativi, e dall’altra la base dei metodi di analisi che si usano per interpretare i dati, distinguendo effetti reali dal caso.
Passeremo poi ad un’esperienza più moderna, nella quale divideremo i partecipanti in due gruppi. Al primo, più piccolo, verranno mostrati, uno per volta, alcuni brevi filmati, scelti a caso da un computer fra un’ampia libreria di cortometraggi. Nel frattempo i partecipanti dell’altro gruppo staranno in silenzio e concentrati. Alla fine, verranno mostrati loro, uno dopo l’altro, quattro filmati scelti sempre dal computer: quello effettivamente proiettato e altri 3. Vedremo quanti riescono ad indovinare, attraverso le loro sensazioni, il filmato giusto e cercheremo di spiegare i concetti base di statistica, secondo i quali si può ritenere che ci sia stato un effetto paranormale oppure che la frazione di risposte giuste sia dovuta al semplice caso.
Questo tipo di esperimenti ci permetterà di esporre altri concetti della ricerca parapsicologica. Ad esempio, faremo notare che fenomeni come la telepatia sono favoriti da stati di coscienza alterata, cioè diversi da quello di veglia normale, come ad esempio il sonno, l’ipnosi, il rilassamento profondo. Oltre a chiarire le caratteristiche di questi stati particolari, effettueremo una breve fase di rilassamento guidato che ce ne darà un’idea pratica.
Un secondo concetto correlato è l’osservazione che alcuni tratti di carattere, come ad esempio la creatività artistica o l’estroversione, sembrano favorire le “performance” paranormali. Per questo, chi lo desidera, potrà compilare alcuni test psicologici con lo specialista del nostro gruppo di ricerca, che è disponibile a dare un breve commento dei principali tratti evidenziati.
Sempre a proposito della telepatia, effettueremo un altro tipo di esperimento, che è stato ideato da alcuni anni. Si è ipotizzato, infatti, che le barriere razionali possano ostacolare le manifestazioni psi, le quali avverrebbero principalmente a livello inconscio.
Per evitare questo problema, oltre agli esperimenti classici in cui si chiede al soggetto di indovinare qualcosa che un altro pensa, si è quindi pensato di misurare alcune variabili fisiologiche delle due persone e di vedere se tra di esse si stabilisce un certo accordo.
Fra le principali variabili considerate vi sono: la resistenza elettrica della pelle, il ritmo cardiaco e le onde cerebrali. La prima è una misura dell’eccitazione o della tensione della persona; ad esempio essa è alla base della cosiddetta “macchina della verità”. Per quanto riguarda il secondo, tutti sappiamo cos’è e che accelera automaticamente quando siamo sotto stress, preoccupati, ecc. Le onde cerebrali, sono anch’esse abbastanza note, almeno in via di principio: corrispondono all’attività elettrica delle cellule del cervello e assumono forme caratteristiche quando esso è vigile, addormentato, stimolato da una luce, da un suono, ecc.
Un esperimento di questo genere consiste nel misurare contemporaneamente le variabili menzionate di due soggetti. A uno di essi viene somministrata una serie di stimoli, che possono essere luci, fotografie, suoni, ecc., mentre l’altro resta in quiete. Si osserva, in alcuni casi, che anche le misure del soggetto in quiete variano, quando l’altro viene stimolato. Questo effetto è maggiore se le due persone sono legate affettivamente, come genitori e figli, fratelli, coniugi, ecc., oppure se sono state sottoposte a una fase di meditazione comune.
Lo stesso tipo di apparecchiatura si presta anche a un esperimento diverso, che permette di studiare un altro tipo di fenomeno paranormale, ancora più misterioso: la precognizione.
Si parla di precognizione ogni volta che si prevede qualche evento futuro, senza ovviamente fare deduzioni logiche, averne notizia da qualcuno, ecc. Nelle forme spontanee più semplici è abbastanza comune: si pensi ad esempio a tutte le volte che abbiamo sognato qualcosa che si è avverato pochi giorni dopo. Tuttavia, questo è un vero e proprio scandalo per la scienza ufficiale, secondo la quale ogni cosa è retta dal principio di causa-effetto, che avviene a senso unico nel tempo: prima ci deve essere la causa che produce un certo effetto. Per questo, ogni volta che si produce un effetto precognitivo ci si perde in interminabili discussioni con gli scettici sulle possibilità che ci potevano essere di “indovinare” con mezzi normali, o perchè l’evento era probabile, ecc.
Gli esperimenti basati sulla fisiologia ci permettono di evitare molte di queste obiezioni. L’idea è venuta mentre si studiavano le reazioni umane a certi stimoli, attraverso le variazioni di resistenza elettrica della pelle o il ritmo cardiaco. In pratica venivano mostrate a un soggetto diverse immagini, scelte in sequenza casuale, alcune di contenuto neutro, altre spiacevoli o, al contrario, eccitanti. Si notava, ovviamente, che la pelle e il cuore “tradivano” diverse intensità emotive nei diversi casi. Si è però osservato anche un fenomeno curioso: pochi secondi prima che l’immagine venisse effettivamente mostrata al soggetto, i valori fisiologici cominciavano già a comportarsi secondo la natura dell’immagine che sarebbe poi stata mostrata. E questo anche se il soggetto non poteva avere la minima idea se sarebbe seguita un’immagine calma, spaventosa o eccitante. Ripetuti un gran numero di volte, questi esperimenti costituiscono una convincente giustificazione della possibilità di prevedere il futuro.
Restando nel tema di previsione del futuro, effettueremo un altro semplice esperimento basato sulle percezioni subliminali. Si tratta di figure che vengono mostrate all’occhio per tempi brevi, al punto che non ci accorgiamo neppure di vederle. Tuttavia il nostro sistema nervoso le registra e ne tiene conto nelle decisioni successive. Alcune pratiche pubblicitarie di eticità piuttosto dubbia sono basate su questo effetto.
Noi, per applicarlo allo studio della precognizione, scambieremo i tempi di causa ed effetto: in pratica chiederemo a un soggetto prima di scegliere fra due immagini, e poi lo sottoporremo a sequenza di stimoli subliminali, scelta a caso dal computer. Questi esperimenti indicano che, almeno in una certa frazione di casi, il condizionamento funziona anche a ritroso: in pratica scelgo adesso quello che fra poco verrò condizionato a fare.
Un argomento a parte riguarda la cosiddetta medianità, che talvolta viene guardata con sospetto o sufficienza anche dagli stessi parapsicologi. Noi, tuttavia, seguiamo la tradizione dei grandi pensatori che, alla fine dell’800 hanno fondato la parapsicologia. Da una parte non disdegnamo i fatti, qualunque essi siano, dall’altra non consideriamo di poco conto un problema come quello che riguarda l’esistenza dello spirito o la sopravvivenza dopo la morte. Ovviamente, la scienza non può dare una risposta definitiva su questi temi, può tuttavia cercare di gettare un po’ di luce su di essi. Avremo modo, quindi, di esporre alcuni concetti teorici sulla medianità, e sulle condizioni in cui essa si è manifestata, dal secolo scorso fino ai più recenti esperimenti con apparecchi elettronici. Passeremo poi ad effettuare esperienze molto semplici, che possiamo considerare propedeutiche ad essa, una specie di test per saggiare la propria capacità di entrare in contatto con una dimensione più sottile di quella abituale.
Il discorso sulla medianità ci porterà a parlare di un’altra classe di fenomeni, che si è manifestata nelle grandi sedute, ma anche in circostanze esterne ai circoli spiritici. Si tratta della capacità della mente di agire direttamente sulla materia, spostando o piegando oggetti, facendoli incendiare, o facendo levitare nell’aria le persone.
Questa capacità viene generalmente indicata con il termine “psicocinesi” o con la sigla PK. Poichè la realizzazione in laboratorio di esperimenti del genere è assai difficile, ci accontenteremo di provare una sua versione “su scala ridotta”, chiamata “micro” psicocinesi o micropk. Invece di agire su oggetti macroscopici, come un cucchiaio, si cerca di influenzare congegni elettronici, il cui comportamento è influenzato da fenomeni atomici.
Esiste tutta una teoria che descrive i fenomeni fisici a livello di atomo e dei suoi componenti, la meccanica quantistica. Esistono inoltre interessanti relazioni teoriche tra i postulati di questa branca della fisica e i fenomeni paranormali, la coscienza e altre cosiddette “anomalie” della natura.
Ad esempio, forse vi sarà capitato di leggere che, secondo la meccanica quantistica, due particelle che hanno interagito in un certo momento della loro storia rimangono “imparentate”, al punto che agendo successivamente su una di esse si modifica automaticamente e immediatamente anche l’altra, per quanto lontana possa essere andata nello spazio. Oppure che gli oggetti si trovano in uno stato “indeterminato”, finchè non vengono osservati da un essere cosciente, come se fosse la coscienza a definire la realtà.
Partendo da queste basi teoriche, in parapsicologia si cerca di influenzare con la mente il comportamento di particolari dispositivi quantistici (i cosiddetti generatori di numeri casuali).
Noi utilizzeremo una versione semplificata di questi strumenti, in cui il soggetto avrà il compito di “costringere” un punto luminoso sullo schermo di un computer a muoversi in una certa direzione, anzichè a caso.
Abbiamo così completato la panoramica degli esperimenti che possiamo effettuare, e che riteniamo sufficientemente completi per dare un’idea della parapsicologia moderna, dei suoi metodi e anche dei suoi limiti.
Abbiamo risposto alla domanda “perché ci interessa, perché desideriamo comunicare ad altri il nostro entusiasmo?”
Speriamo proprio di sì, in quanto, ed è l’ultimo concetto che voglio buttare sul tappeto, credo che i tempi siano maturi per affrontare uno studio scientifico dell’ “invisibile”.
Ritengo personalmente infatti che ogni fase storica abbia il compito di penetrare un particolare livello del sapere. Gli antichi ritenevano che la natura fosse pervasa da una diffusa sacralità, e quindi non ne hanno affrontato uno studio sistematico, non hanno creato una scienza o una tecnica tanto sofisticata, ma si sono dedicati di più a studi speculativi.
L’avvento del cristianesimo ha messo l’uomo al centro del creato, proclamandone la divinità in Cristo. La natura, a quel punto, non era più sacra, era “al servizio” dell’uomo-dio: quando questo concetto, adeguatamente digerito nel medio evo, ha potuto esprimersi in pieno, è nata la scienza moderna. Una specie di “violenza” a madre natura, che l’ha asservita all’essere umano.
Oggi anche la sacralità dell’uomo, in quanto spirito, è messa in discussione dal materialismo: può dunque essere il momento di spingere a fondo l’indagine anche in questo campo. La speranza è, al termine della ricerca, quella di ritrovare il significato, quindi il senso ultimo, se non addirittura il carattere sacro, di tutto: della natura, dell’uomo e dell’anima".
Abbiamo poi chiesto ai partecipanti di esprimere i loro interessi, dubbi, domande ed esperienze persoanli.
Ne è scaturita una discussione vivace, che ha impegnato entrambi i relatori. Sono stati toccati i più svariati argomenti attinenti al paranormale e ai fenomeni misteriosi in genere, come ad esempio: la differnza fra lo studio di casi spontanei e di esperimenti di laboratorio, la medianità, le negatività e il malocchio, i rabdomanti e i radiestesisti, il Feng Shui e la rete di Hartman, i cerchi nel grano, le tecniche di meditazione, i veggenti e le apparizioni, il poltergeist e le case infestate.
In conclusione, Giroldini ha esposto più dettagliatamente il funzionamento di un esperimento nel quale si indagano i fenomeni ESP registrando i dati fisiologici di due soggetti.
Rinnoviamo l'invito ad iscriversi al nostro seminario a tutti gli interessati; poichè abbiamo constatato che gli interessi possono essere diversi e numerosi, diamo la nostra disponibilità ad adattare il contenuto del corso alle esigenze dei partecipanti, compatibilmente con il tempo, gli strumenti a disposizione e le nostre competenze.
Per informazioni: info@progettopsi.it