Di William Giroldini
Il problema della natura della Coscienza e delle sue relazioni con il cervello, e con le facolta’ psi, costituisce il problema principale della Ricerca Psichica, oltre che uno dei problemi maggiori di tutta la Scienza moderna.
La Coscienza può essere definita come l’insieme di fenomeni che portano un essere vivente ad avere una elevata sensazione di “essere” o di “esistere” e di adottare comportamenti che (visti da parte di un altro essere cosciente) rafforzano la sensazione individuale di coscienza in quanto vediamo in altri comportamenti che noi adottiamo in quanto ci sentiamo dotati di Coscienza. L’idea di Coscienza emerge quindi da un insieme di comportamenti ed osservazioni che noi osserviamo in noi stessi e negli altri, per esempio capacità di rispondere in modo intelligente e razionale a stimoli sensoriali e situazioni molto varie, capacità di formulare domande, di trovare risposte a problemi di varia natura, capacità di porsi obiettivi anche a lungo termine, capacità di esibire volontà e finalità, capacità di provare sentimenti di amore, odio, compassione, altruismo verso altri esseri viventi, capacità di perseguire obiettivi ideali, elevata curiosità verso il Mondo, capacità di immaginare e credere in un mondo sovranaturale (Religioni), capacità di indagare la Realtà per conoscerla sempre più a fondo (Scienza), e capacità di creare opere artistiche, filosofiche e letterarie che esprimono i sentimenti umani e i pensieri più profondi e complessi. In poche parole, noi associamo il concetto di Coscienza ai concetti di Volontà, Finalità, Conoscenza, Intelligenza, Sentimenti, Idealizzazione, Fantasia, Arte, Religione, etc. Se non fossimo dotati di coscienza, nulla di tutto ciò sarebbe possibile. Nell’Uomo la Coscienza appare ai massimi livelli, ma le ricerche moderne ci dicono che elementi di Coscienza sono presenti anche in animali quali lo scimpanzé, il cane, gatto, diversi uccelli etc, seppure a livelli decisamente inferiori rispetto all’Uomo. Sorprendentemente, il problema della natura della Coscienza, e’ sempre rimasto ai margini della indagine scientifica fino a tempi recenti, tuttavia oggi il problema e’ diventato veramente importante, e molte discipline scientifiche si stanno occupando di questo argomento, ognuno dal proprio punto di vista.
Così, alla comprensione della Coscienza contribuiscono i filosofi, gli psicologi, i neurofisiologi, i biologi, i biochimici, i matematici, gli informatici, i fisici……. e non ultimi, i parapsicologi. Infatti il problema e’ così complesso, che ci deve essere il concorso di molte discipline per poter rispondere a domande quali:
La Coscienza e’ un fenomeno reale o un fenomeno apparente?
La Coscienza e’ interamente descrivibile dalla attività del cervello?
Come fa un atto mentale cosciente a trasformarsi in una azione?
Esistono fenomeni che sembrano implicare la sopravvivenza della coscienza alla morte fisica del cervello?
Può esistere uno stato di coscienza al di fuori del cervello?
La Coscienza può attingere informazioni sul mondo senza l’uso dei sensi?
I tre modelli della Coscienza e dei loro rapporti col cervello e con la Psi.
Il primo modello a sinistra, e’ quello accettato oggi dalla maggior parte degli studiosi laici. Esso descrive la coscienza come un fenomeno dovuto interamente alla attività del cervello, dei suoi 10 miliardi di neuroni, e delle loro enormi interconnessioni. L’attività bioelettrica del cervello coincide con tutti i contenuti mentali, e la coscienza e’ solo un fenomeno apparente, cioè un nostro modo di descrivere la risultante di tutta l’attività cerebrale. In questo modello non esiste la psi, e alla morte del cervello, la coscienza svanisce interamente e nulla di cosciente sopravvive dell’individuo. Tutto ciò che il cervello elabora deriva dai sensi (input sensoriali) e dai ricordi memorizzati, e dalla logica con cui le reti nervose elaborano le informazioni.
Il secondo modello, e’ simile al primo, ma ammette l’esistenza delle facoltà Psi, le quali sono considerate come parte integrante delle proprietà della coscienza. Poiché le facoltà psi sembrano incompatibili con una visione completamente materialistica della coscienza, ciò implica che la coscienza nel suo insieme NON può essere ricondotta interamente alla attività di elaborazione della rete nervosa. Una rete nervosa esclusivamente fisica non può avere percezioni psi. In questo modello, la Psi non solo aggiunge facoltà di comunicazione speciali oltre quelle fisiche dei sensi, ma può anche fare da mediatore per esempio nel risolvere il problema di come fa la coscienza ad attivare le aree cerebrali che controllano l’esecuzione dei movimenti volontari. Secondo Sir John Eccles, eminente neurofisiologo, premio Nobel, la trasformazione di un atto cosciente-volitivo in azione fisica potrebbe essere mediata dalla psicocinesi (PK). Secondo Eccles, basterebbe che una minima e selettiva azione PK fosse esercitata su pochi, selezionati neuroni del sistema nervoso centrale per innescare la cascata di eventi che determinano l’azione della corteccia motoria su qualsiasi muscolo. Allo stesso modo, la Psi potrebbe intermediare altre funzioni che legano la coscienza al substrato fisico del cervello. In questo modello, tuttavia, la coscienza non necessariamente sopravvive alla morte fisica del cervello. Nonostante la esistenza della Psi, la coscienza ha comunque sempre bisogno del cervello per esistere ed operare.
Il terzo modello ammette l’esistenza della Psi come parte integrante delle proprietà della coscienza, ed inoltre ammette che la Psi possa fungere da intermediario con uno stato non-fisico associato alla coscienza, che possiamo chiamare Anima individuale, che sopravvive alla morta fisica del cervello e che conserva i contenuti della coscienza, in qualche modo, anche se non nella forma che normalmente viviamo come esperienza quotidiana. Quindi in questo modello, la Coscienza non solo non e’ completamente riconducibile alla attività del cervello, ma ha anche una esistenza autonoma, e può sopravvivere alla morte cerebrale in forma di Anima (o Spirito, o Entità disincarnata). Come prova di questa terzo modello, i sostenitori portano i fenomeni delle Out-of-Body Experiences (OBE), le esperienze ed i ricordi vissuti in stato di coma profondo, le Near-Death-Experiences (NDE), le esperienze di bambini che ricordano vite precedenti, ed i contenuti di diverse comunicazioni medianiche, dove un uomo dotato di particolare sensibilità (medium) può entrare in contatto con le anime disincarnate e comunicare informazioni che non potrebbe altrimenti conoscere.
Studi scientifici sulla Psi tramite metodi psicofisiologici
Oggi diversi studi sono orientati a studiare la Psi attraverso le manifestazioni che la Psi potrebbe mostrare sulla attività cerebrale. Questi studi sono condotti in America, Inghilterra, ed anche in Italia ad opera del gruppo di ricerca di Milano. Poiché la coscienza (come ipotizzato) possiede facoltà Psi, e la coscienza e’ intimamente legata alla attività cerebrale, e’ plausibile che fenomeni telepatici o precognitivi possano essere individuati attraverso una analisi accurata di dati psicofisiologici legati al cervello, per esempio le onde elettroencefalografiche (EEG), ed anche la frequenza cardiaca, e le risposte emozionali registrate sulla pelle (GSR). Un tipico esperimento di questi studi può essere condotto registrando questi dati psicofisiologici in contemporanea su due persone. Alla prima persona viene somministrata una sequenza di immagini neutre e stimolanti, la seconda resta sempre in relax ad occhi chiusi in una stanza separata dalla prima persona. L’obiettivo e’ vedere se qualcosa degli stimoli emozionali somministrati al primo soggetto può essere rilevato nei dati del secondo soggetto. Questi studi naturalmente richiedono la registrazione di molte sessioni sperimentali, ed accurate analisi statistiche, perché gli effetti Psi che si cercano sono sempre piuttosto deboli. Una ricerca di questo tipo costituisce un importante contributo allo studio della Psi e delle proprietà della coscienza e del cervello.
(Si cercano coppie di volontari per questi esperimenti)
Gli Stati di Coscienza
Un accenno infine agli Stati di Coscienza: con questa espressione si intende definire un insieme di stati diversi in cui la coscienza umana può trovarsi (escludendo gli stati patologici quali le allucinazioni degli schizofrenici o quelle indotte dalle droghe). Essi possono essere i seguenti: - Coscienza vigile - Rilassamento - Meditazione - Sonno con sogni - Sogno lucido - Ipnosi - Estasi mistica
La Coscienza Vigile e’ lo stato normale in cui ci troviamo nella maggior parte della giornata. Esso e’ caratterizzato da una elevata sensibilità agli stimoli provenienti dai sensi, ed una reazione veloce agli stimoli, ed una attività mentale pronta ed efficiente, logica e razionale. L’EEG presenta una bassa attività di onde alfa e maggiori onde beta. Il Rilassamento e’ uno stato ancora con coscienza vigile, ma con una elevata attenzione ai pensieri interni, e diminuzione di attenzione sugli stimoli esterni, (occhi chiusi, silenzio). L’EEG presenta una diminuzione in generale di tutte le onde, mentre aumentano le Alfa.
La Meditazione presenta tratti molto simili al rilassamento, ma e’ uno stato di rilassamento più profondo ed orientato alla attenzione sui pensieri interni, pur restando la sensibilità agli stimoli sensoriali. Chi ha esperienza di Meditazione, manifesta ritmo Alfa stabile ed elevato, ed eventualmente anche ritmo Theta e spesso il tutto associato con elevato Beta in sede frontale, specie se la Meditazione si focalizza su un mantra (pensiero, o parola ricorsivamente ripetuto nella mente, e su cui si focalizza l’attenzione.).
Il sonno con sogni e’ uno stato che normalmente viviamo ogni notte, anche se non ricordiamo i sogni che facciamo. Questo stato e’ caratterizzato da una forte inibizione sensoriale (non siamo coscienti degli stimoli esterni medio-deboli), da una inibizione della muscolatura, e l’attività mentale e’ costituita da una rielaborazione allucinatoria di immagini e suoni che costruiscono storie bizzarre, cioè il sogno. In questo stato la parte razionale e’ assai ridotta, e la coscienza e’ comunque più offuscata che negli stati precedenti. Il sogno e’ comunque uno stato che favorisce l’emergere della Psi, poiché sono ridotti o annullati gli stimoli esterni, che disturbano la percezione Psi. Tipici sono i sogni precognitivi e telepatici.
Il sogno lucido e’ uno stato di coscienza relativamente raro (alcune persone non ne hanno mai esperienza nella loro vita, oppure solo di rado) ed e’ caratterizzato dalla piena consapevolezza che in quel momento si sta sognando. Mentre nel sogno normale non siamo coscienti di sognare (lo sappiamo al risveglio, sulla base di fugaci ricordi), nel sogno lucido all’improvviso nel corso di un sogno normale emerge la consapevolezza di stare sognando. In questo stato, che di solito dura pochi minuti, la coscienza sembra raggiungere un grado di lucidità e di forza superiore anche alla veglia. A mio parere, e’ uno stato elevato di coscienza.
L’Ipnosi e’ uno stato di coscienza che può essere quasi identico al rilassamento profondo, perlomeno il rilassamento sembra essere uno stato di passaggio verso l’ipnosi. L’ipnosi profonda e’ caratterizzata da una ridotta sensibilità agli stimoli esterni, la attenzione e’ selettivamente rivolta all’induttore (ipnotista) che fornisce istruzioni al soggetto e ne controlla il comportamento. Di norma, l’ipnotista suggerisce e guida il soggetto verso dei contenuti mentali specifici mediante suggestioni verbali, ed il contenuto di coscienza dell’ipnotizzato e’ focalizzato su quei contenuti. Il soggetto può non solo eseguire comandi suggeriti sotto ipnosi, ma può anche eseguire comandi post-ipnotici suggeriti sempre dall’ipnotista. Può anche esistere la auto-ipnosi che viene raggiunta seguendo un percorso di rilassamento guidato dallo stesso soggetto.
L’Estasi mistica e’ uno stato di coscienza molto raro, caratterizzato da un completo distacco del soggetto dal mondo circostante, con assenza di reazioni a stimoli uditivi, visivi, tattili. Il soggetto in estasi, vive uno stato allucinatorio completo con contenuti di solito religiosi (estasi mistica cattolica) e solo al termine di questo stato, esso riacquista il contatto col mondo fisico reale. A volte, in stato di estasi, si osservano effetti fisici rilevanti sul corpo del soggetto, come piaghe, sanguinamenti, ed altri segni conformi alla tradizione religiosa che il soggetto segue e manifesta nella sua vita normale. Secondo i racconti dei soggetti che hanno vissuto l’estasi, si tratta di uno stato di coscienza di altissimo livello, caratterizzato da una grande vicinanza della coscienza a Dio.
Per informazioni: info@progettopsi.it
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